Mese: marzo 2014

Claudia Koll a Soresina in San Siro

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Viva impressione nei numerosi convenuti per ascoltare Claudia Koll, venuta a Soresina in San Siro, dietro invito del parroco don Angelo Piccinelli, per raccontare la sua conversione. L’attrice, come è scritto su “La Provincia”, ha ricordato il suo incontro con la Misericordia di Dio, che ne ha  trasformato radicalmente la vita , lasciando gli ingaggi milionari, il mondo del successo  e dei potenti. Ora Claudia Koll dirige l’Accademia  di spettacolo che lei stessa ha fondato. Ha creato anche una Onlus che si chiama “Le opere del Padre”. L’attrice romana ha riscosso un vivo successo, come è avvenuto l’altra settimana con Giacomo Celentano che l’ha preceduta descrivendo nella chiesa del Monastero di Clausura di via Cairoli i momenti toccanti della sua conversione, dopo esserssi recato a Lourdes assieme ai propri genitori ed essersi immerso nell’acqua assieme allo stesso papà Adriano Celentano.

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Presentazione libro “Marmellata di prugne”

marmellata-di-prugne-di-patrizia-fortunati-L-IHuNndGentilissimi amici della stampa, dal lontano 1986, anno del disastro della centrale nucleare di Chernobyl, Aiutiamoli a Vivere nata ufficialmente nel 1992, non ha mai smesso di aiutare migliaia di bambini e le loro famiglie, sostenendo soprattutto interventi in Bielorussia, dove l’effetto della nube radioattiva è stato fortissimo. I primi bambini accolti, oggi sono diventati adulti, molti di loro hanno già figli, ai quali sicuramente avranno raccontato la loro esperienza in Italia, ospiti di famiglie che neppure loro conoscevano e che “a tutti i costi” volevano aiutarli a crescere e ad avere un futuro migliore. In questa ottica, si può collocare il libro “Marmellata di prugne” scritto da Patrizia Fortunati è stato presentato il giorno 21 marzo scorso. Mi ha fatto piacere aver avuto molti graditi ospiti all’appuntamento, chiedo anche la vostra collaborazione, affinché si possa dare importante risalto all’iniziativa. Sono certo che non vorrete far mancare il vostro contributo. Grazie di cuore. Alessandro Zanisi Presidente regionale Associazione Aiutiamoli a Vivere Lombardia O.N.L.U.S.

Oggi Don Marco d’Agostino presenta in Seminario il suo ultimo libro

D'AgostinoSarà presentato in Seminario (salone Bolognini) l’ultimo libro, già in ristampa (e primo di una serie) del vicerettore don Marco D’Agostino, collaboratore de La Provincia. Il volume, di 178 pagine (euro 12,00) si intitola A Dio, cosa importa di me? Adolescenti al bivio (il bivio, sostanzialmente, è quello della scelta tra il bene e il male) ed è pubblicato congiuntamente, nell’ambito del «Progetto famiglia», dalle case editrici San Paolo e Paoline. L’incontro di lunedì sarà guidato da Mattia Cabrini, collaboratore della Federazione oratori e vedrà la partecipazione diMariangela Oprandi (ufficio catechistico), don Paolo Arienti(responsabile della pastorale giovanile della diocesi), Maria Grazia Antonioli (consultorio Ucipem), dei coniugi Cocchi (ufficio famiglia) , del professor Daniele Facchinetti, dello studente Andrea Giada Brocchieri, di Valerio Fasani (ufficio scuola) e, per le conclusioni, di donEnrico Trevisi (rettore del Seminario). Sono previsti contributi dei ragazzi del Liceo Vida e di quelli degli oratori di San Francesco in città e di Pizzighettone. Ma ad aprire la ricca serie di interventi saranno i due direttori editoriali, don Giacomo Perego (San Paolo) e suor Paola Fosson(Paoline)

 

Due chiese gemelle

Non tutti sanno che la chiesa di San Siro è gemella con la parrocchiale di Annicco. Infatti entrambe hanno in comune lo stesso progettista :l’architetto romano Tolomeo Rinaldi che, dopo aver  progettato il massimo tempio soresinese, progettò la chiesa  di Annicco, copia “minore”,appunto, di San Siro. Una storia comune, dunque, anche se ,per quanto attiene la chiesa di San Siro, essa venne realizzata nientemeno che per espresso desiderio di un santo, Carlo Borromeo, nel 1575,mentre un papa, Gregorio XIV, allora vescovo di Cremona,(Nicolò Sfondrati), pose la prima pietra sull’area della demolita parrocchiale preesistente).Inutile ricordare, quindi, i “trascorsi” più illustri del tempio soresinese, come pure i suoi affreschi, le sue tele, i suoi marmi, stucchi. Ma c’è un detto annicchese, a proposito della loro chiesa :”La ga en madon de pù”(ha un mattone in più). Pare infatti sia  di proporzioni maggiori, in lunghezza, cioè  un mattone in più.Riportiamo  le dimensioni della chiesa di San Siro:lunghezza interna metri 54,05,altezza 15,80. Ora qualcuno vuole controllare se la chiesa  di Annicco ha veramente “en madon de pù?”.                            Giulio Zignani
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TRIGOLO: TORNANO LE CAMPANE SUL CAMPANILE

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Erano state collocate sul campanile nel luglio del 1968, dopo essere state benedette e consacrate dall’allora vescovo di Cremona Monsignor Danio Bolognini, con tanto di Madrine e Padrini. Otto splendidi bronzi, voluti dal parroco di allora Don Silvio Germiniasi e dall’intera comunità parrocchiale, ornati secondo i bozzetti del pittore trigolese Giovanni Somboli e realizzati dalla Fonderia Carlo Filippi di Chiari. Dopo quasi cinquant’anni è venuto il momento di sottoporre le campane ad un restauro per la sostituzione di perni, cuscinetti, catene, battagli e a provvedere ad agganciarle in ceppi nuovi, oltre che ad insabbiarle, verniciarle e riproporle in una nuova rotazione. Primo passo dell’impegnativo progetto, fortemente voluto dal parroco Don Giuseppe Ferri, di procedere alla sistemazione della torre campanaria, inaugurata nel 1865, monumento considerato da tutti il simbolo e l’orgoglio trigolese: l’unico monumento importante della comunità rimasto ancora da ristrutturare, che prevede interventi programmati e suddivisi in lotti da realizzare in momenti diversi. Giovedì 30 e venerdì 31 gennaio scorso, infatti, sotto lo sguardo ammirato di molti, sono state rimosse dal campanile tutte le otto campane e portate in officina a Pozzuolo Martesana presso la Ditta A.E.I. di Perego, famosa per aver eseguito lavori simili su tantissimi altri campanili e fra questi anche quello del Duomo di Firenze, di Milano e perfino a Nazareth in Terra Santa. Durante la loro assenza si è provveduto alla pulizia generale della cella campanaria dal guano dei piccioni, alla disinfestazione e ad applicare l’antiruggine e la nuova vernice all’intero castello in ferro e ad installare anche il nuovo impianto ammortizzante per meglio distribuire i pesi durante il funzionamento, perché non deve sfuggire che nella cella campanaria sono appesi e in movimento ben 5.540 Kg. di bronzo! Il passo successivo sarà l’installazione dell’impianto di allontanamento dei volatili, come già è stato fatto sul tetto della chiesa parrocchiale e, successivamente, l’intervento di intonacatura esterna e tinteggiatura del campanile che all’interno è già stato ripetutamente sottoposto ad interventi di manutenzione e mantenimento. Per fare fronte ai costi la parrocchia ha proposto una doppia sottoscrizione per sostenere il gravoso intervento della sistemazione della torre campanaria: la prima chiamata “albo d’oro”, destinata a raccogliere la generosità più consistente; la seconda chiamata “sottoscrizione pro campanile”, con la vendita di biglietti di una sottoscrizione che ha come premio unico il bel quadro (105X80 cm.) dell’artista trigolese Ezio Valcarenghi, raffigurante lo svettante campanile, opera donata gentilmente da un privato, quale suo primo contributo per la ristrutturazione. “Si confida in una generosa partecipazione” aveva detto il parroco lanciando l’iniziativa: ebbene ad oggi è già stata raccolta oltre metà della cifra necessaria per coprire il costo del primo intervento a dimostrazione, nonostante i tempi non certo felici, della straordinaria generosità dei trigolesi! Si era previsto di riportare le campane sul campanile per Pasqua ma, invece, sono arrivate con largo anticipo il pomeriggio di venerdì 21 marzo e domenica 23, dopo la santa messa delle ore 10.30, il parroco ha benedetto i sacri bronzi alla presenza di una folla imponente che sin da venerdì ha continuato ad ammirarli sul sagrato dove erano esposti. Lunedì 24 sono stati riportati sul campanile dove, dopo un intenso collaudo, torneranno a segnare la vita della comunità con il loro rintocchi.

Il “Magnificat”di don Marco d’Agostino

Presso il Monastero di Clausura il soresinese don Marco d’ Agostino, biblista ed educatore  presso ii Seminario Dioesano,  oltre che autore di numerose pubblicazioni, ha tenuto una lezione ai convenuti, introducendo il “Magnficat”nel cuore stesso del testo biblico.Si è trattat0, come ha scritto il parroco don Angelo Piccinelli, del quarto appuntameno mariano quaresimale dedicato ai ” canti”più affascinanti e poetici del Nuovo Testamento, il ” Magnificat”(cosiddetto dalla parola con cui inizia la versione latina)che l’evangelista Luca pone sulle labbra della Vergine Maria:un’autentica confessione di fede e di lode,nella quale lo stupore e l’umiltà si intrecciano per celebrare le ” grandi cose ” compiute dall’Onnipotente in Colei  che, con il suo assenso, ha tasformato una vicenda  umana di fragilità  e di peccato  in storia di grazia e di salvezza. Il ” Magnificat” è certamente emblematico dello “stile” di Maria, ma soprattutto della logica con cui Dio ha preparato e realizzato  il suo progetto di amore per l’umanità, ,rovesciando “i potenti dai troni” e innalzando gli umili. La Vergine di Nazareth, dunque, mentre “canta” la misericordia del Signore  che “si estende di generazione in generazione”,coinvolge ne suo stesso “inno” di gratitudine e di adorazione e ci autorizza  ad assumere le sue parole ispirate”L’anima mia magnifca il Signore e i mio spirito esulta in Dio mio Salvatore”.

PIPISTRELLI VAMPIRI

 

Soresina- Cani e gatti non sempre hanno vita facile, anche se molti sono i soresinesi che li hanno in casa e li accudiscono con tanto affetto. E’ ancora fresco il ricordo di una ventina di cani morti avvelenati alcuni anni fa nell’ area adiacente al cimitero e soprattutto a Paderno Ponchielli. Si teme un ritorno di questi spiacevoli fatti, dopo che una signora si era vista morire il proprio cane, mentre a nulla è valso il pronto intervento del veterinario. Nonostante le cure praticate, dopo due giorni la bestiola era morta e il referto veterinario parlò di avvelenamento. La signora aveva portato, come fanno altri, il proprio cane nel parco giochi di via Milano. La stessa cosa era successa alcuni anni fa a dei gatti, per cui si pensò ( è questa sempre la versione che venne data ) che ci fosse stata chi aveva deposto polpette avvelenate. Il pericolo maggiore, ci vien fatto osservare, è che se un cibo del genere viene portato da una gatta ai propri micini, e in casa c’ è qualche bambino che s’ accosta a quella polpetta credendo di poterla mangiare, sarebbe un bel guaio. Non si tratta di fare allarmismo, ma certo il pericolo ci può essere e comunque anche cani e gatti hanno diritto di vivere. C’ poi tra queste bestiole chi si caccia nei guai da soli, come alcuni cani delle Peschiere visti con tre zampe, per averne persa una rincorrendo il treno, forse attratti per non dire calamitati al suo passaggio, in velocità ancora ridotta perchè poco lontano dalla stazione. Anche qualche gatto in zona Persicana gironzolava senza coda o con mezza zampa staccata o con un solo orecchio perchè assaliti dalle volpi. E’ pure accaduto in via Benzoni che dei pipistrelli vampiri hanno succhiato tutto il sangue alle galline di un pollaio, lasciandole esanimi agli occhi esterefatti della proprietaria, che oltretutto si era accorta che anche le arachidi, da lei faticosamente coltivate nel proprio orto e poi appese al soffitto per farle essicare, sono state divorate da quei pipistrelli. Poi ci sono gli inconvenienti del ” mestiere “, come quei fagiani finiti nelle trappole, poste lungo le rive dei fossi per catturare le nutrie in zona Sentieri. Si dice vita da cani: però si eviti almeno di avvelenarli.

Giulio Zignani