Mese: giugno 2013

Soresina 50 e non solo

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Don Paolo Tonghini e la libera adesione a Cristo

Nella Parola di Dio di questa domenica, la XIII Domenica del Tempo Ordinario, riecheggiano tutte e tre le letture il senso e il valore della libertà: “Cristo ci ha liberati per la libertà…siete stati chiamati a libertà” (seconda lettura tratta dalla lettera di San Paolo apostolo ai Galati 5, 1.13-18). E Gesù nel Vangelo vuole i suoi seguaci, i suoi amici, i suoi discepoli, liberi, gente libera…volontari, non condizionati (Luca 9, 51-62).Cristo vuole una adesione libera, non seguaci costretti da abitudini, da tradizioni, da condizionamenti…e la libertà è una cosa seria, è costosa, richiede impegno, onestà, rettitudine di intenzioni e di vedute. La libertà non è altro che la possibilità di essere migliore, diceva Albert Camus.E la maggiori difficoltà per un uomo cominciano quando è libero di fare ciò che gli piace. Oggi ci siamo riempiti di cose e di benessere, di piacere e di oppurtunità, siamo convinti di possedere tutto e non ci accorgiamo che tutto questo l’abbiamo ottenuto a scapito della nostra libertà, della coscienza, dell’autenticità.La libertà autentica, vera, profonda è un contenitore da riempire di scelte maturate, di azioni degne. Questo è quello che ci chiede Gesù nel Vangelo di oggi: credere il Lui significa seguirLo, seguire Cristo significa preferire le Sue stesse scelte. E quali?La prima scelta è la mitezza, che non è debolezza, codardia, rassegnazione. No! E’ la vera fortezza!!! Guardiamo Gesù stesso: Egli va dalla Galilea alla Giudea…ed è il viaggio sintesi della sua vita! In questo viaggio egli deve attraversare la Samaria, ma i samaritani da secoli sono in lite con i giudei e quindi non accolgono volentieri un profeta diretto verso la Giudea e perciò gli chiudono le porte, rifiutano il dialogo. Un atteggiamento veramente meschino e antiumano…e quante volte è proprio la meschinità umana a sprecare le grandi occasioni di Dio!!!E gli apostoli di fronte a questo atteggiamento dei samaritani reagiscono, o meglio vogliono reagire con la vendetta, con la violenza…sarebbe un modo facile, comodo, risolutivo, ma sarebbe contro Dio che è amore e rispetto infinito dell’altro, è bontà.Ma volete la vendetta? Ma non vi ricordate che vi ho detto: Beati sono i miti…beati gli operatori di pace…beati i perseguitati per la giustizia…?”Eh cara la mia gente ci vuole una grande fede per piegarsi a questa logica, una grande forza interiore per questa visione matura della vita! Però ricordiamoci sempre che è cristiano di nome e di fatto chi preferisce la logica di Dio alla propria logica umana!!!La seconda grande scelta di Gesù è la povertà. “Vuoi venire dietro a me? Bene, ma sappilo che io sono nato a Betlemme. Vuoi venire dietro a me? Butta via le ricchezze, taglia i legami con le cose del mondo…sii padrone delle cose e non schiavo di esse…ecco la LIBERTA’!!!Vuoi venire dietro a me? Sappi che io non ho cose da darti, però io ti dono la Speranza, il senso della vita, io ti dono Dio stesso, ti prometto e ti offro Dio stesso come premio”…ecco quello che ci dice oggi Gesù.Anche queste sono parole comprensibili solo nella fede e con la fede…e la povertà è conseguenza della fede.Infine Gesù chiede la decisione nel vivere la fede: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il Regno di Dio” (Lc 9,62). Cristo non ama i rimpianti, i tentennamenti, le incertezze! E invece quante volte la nostra vita religiosa va con la luna, va con il tempo, va con le circostanze. Quante volte la nostra fede è legata a momenti e ad entusiasmi effimeri e passeggeri…se l’entusiasmo si smorza, se l’impegno cristiano si attenua, la tua fede è debole, la tua fede non è motivata rettamente e sufficentemente, bisogna rivederla e rinforzarla!!!…bene sapendo che Cristo ci dà sempre la grazia e la possibilità di ricominciare…anche oggi!!!

download-103(Giulio Zignani)

 

Amanti io e la moglie di un mio amico: che tristezza !

Mi sento un verme nei confronti di un amico, mi sono innamorato di sua moglie e siamo stati amanti per un anno e mezzo, adesso è finita.

Frequentavamo lo stesso gruppo di amici, un giorno dissi tramite Messenger a sua moglie che lei mi era sempre piaciuta, lei mi rispose che altrettanto io lo ero a lei, dopo pochi giorni siamo diventati amanti, innamorati pazzi, tanto che dopo 4 mesi io lascio mia moglie e lei lascia lui.
Viviamo in un paese piccolo, tutti parlano della nostra relazione, lui chiese a sua moglie se era vero, lei nega tutto, io lo chiamai per parlarci, gli dico anch’io che non è vero, ma lo faccio solo per lei, lei mi ha scongiurato di negare, per i suoi figli, per i miei figli, lui mi crede, ma dentro di me sto male, so che gli ho detto una cosa falsa, lui mi crede, riprende a salutarmi, passano i mesi, noi continuiamo a vederci di nascosto, benché ormai separati da loro.
Lui comincia a crederci, forse degli amici gli hanno detto che è vero, un amico comune vide lei uscire da casa mia un giorno, e qualcuno ha visto me uscire da casa sua. Non mi saluta più, quando ci troviamo per strada, mi fa male pensare che lui attribuisca a me la colpa della sua separazione, ha pienamente ragione, ma non è solo mia la colpa, penso sia mia e di sua moglie, allo stesso modo.
Adesso lei mi ha lasciato, ma non so quanto ne fosse convinta, io sono tornato a casa con mia moglie, mi sento un verme, specialmente quando lo incontro e lui gira la faccia dall’altra parte.
Dissi a lei che avrei voluto parlare con lui, dirgli tutto, assumendoci le nostre responsabilità, di conseguenza lo avrebbe saputo anche mia moglie, alla quale ho detto anche a lei che era tutto falso, che erano voci di paese, ma per essere un po’ più a posto con la coscienza, avrei corso il rischio di essere buttato fuori di casa da mia moglie, ma lei mi ha implorato di non farlo, per i suoi figli, per i miei figli, però ha detto che lei non può fermarmi, che se lo vorrò fare lei non può fermarmi, ma se le voglio bene, non devo dirgli niente.
Ho un dubbio a volte che mi assale, dirgli tutto e prenderci le mie e le sue responsabilità di quello che abbiamo fatto insieme o stare zitto e continuare a vivere con questo rimorso di aver tradito un amico.
Non so cosa fare.

 

A Soresina meno furti nelle case, ma più nei market

Aveva arraffato quel che poteva,che si poteva permettere. Quelli più costosi invece – la carne, i biscotti, una bottiglia di limoncello – se li era infilati in borsa. Un «furtarello» di appena 20 euro, commesso per «necessità» da una anziana di 80 anni. Vedova, ex segretaria, la donna si è difesa così: «Non avevo i soldi. A stento riesco a comprarmi il pane». Accusata di furto aggravato, è stata condannata a due mesi e 20 giorni di reclusione.Questo , ed altri casi del genere, come il furto in una villetta di via Milani a Sesto, ma anche in una casa di Soresina. In entrambi i casi i ladri hanno approfittato dell’assenza dei residenti per mettersi all’opera e rubare all’interno delle abitazioni. A Sesto hanno forzato la porta finestra e una volta dentro hanno messo a soqquadro le stanze portandosi via un bottino di duemila euro tra soldi e gioielli. A Soresina, invece, è stata scardinata la porta sul retro e dalla casa sono spariti cinquanta euro in contanti e duemila euro di gioielli. La gente era preoaccupata. Ora però i topi d’appartamento nelle nostre case sono dominuiti.Certo lo si faceva per fame…Non erano solo stranieri, c’erano anche dei nostri, anche se per lo più erano rom. Ora invece sono presi di mira i market,anche per pochi euro…A Soresina ce ne sono sei.. C’ è chi non sa cosa fare, va in comune ai servizi sociali in cerca d’aiuto. E’ gente che ha perso il lavoro ed ha fame e non ha soldi per pagare le bollette. Anche le associazioni di volontariato scarseggiano di fondi. Insomma, vie d’uscita al momento non se ne vedono. Ma Soresina non è ceto un’eccezione…

Giulio Zignani