Mese: luglio 2012

Soresina:ma quale città?

BiciSicura News: A Cremona, un’altra bicicletta targata con BiciSicura viene recuperata dalla Polizia Locale su segnalazione del proprietario stesso. Il ladro che aveva voluto prendersi gioco del malcapitato proprietario ha dovuto fare i conti con BiciSicura. Il servizio, come si evince da altre setimonianze, funziona, ma qui a Soresina è andata buca.Anche il Servizio Ermes in precedenza non ha attcchito: Si trattava di telefonare in comune ed uno voce provvedeva ,se fuori orari, a indicare il servizio competente. Si fece al proposito tanto di cerimonia inaugurativa, ma…niente, nessuno del pubblico rispose. Si difende Stradibus, ma in passato quanto si è impoverita la nostra città in fatto di servizi: dall’ospedale per acuti,al comprensorio, zona sanitaria, distretto scolastico, pretura, e prima ancora squadra antincendio, tenenza carabinieri ed altri ancora. Ma la notizia più brutta viene ora: il comune perde anche l’ ufficio delle entrate e il giudice di pace. Ma Soresina non era per eccellenza indicata come sittà dei servizi? Ma la sorte o l’ ironia vuole che proprio quest’anno che si celebra il cinquantesimo di Soresina città, finisce per esser un paesotto e nulla più. E’ appena il caso di ricordare che nel 1962, a ricostruzione terminata, Soresina fu insignita del titolo di città dal Presidente della Repubblica Antonio Segni “per l’operosità della sua gente, le virtù di tanti suoi figli, il fervore delle sue iniziative civiche, benefiche ed economiche. In occasione dei 50 anni di Soresina città, 27 ottobre 2012, sono state messe in cantiere alcune iniziative e attuate , dalle scuole, per rendere partecipi gli studenti di questo “anniversario”. Si è trattato di un concorso letterario “La poesia racconta la mia città”, rivolto alle scuole Media e Superiore. Concorso di murales “Soresina e lo sport”, concorso riservato ai giovani. I disegni migliori sono stati poi trasformati in murales lungo la recinzione dello Stadio Comunale.La proclamazione ufficiale di Soresina Città è ricordata dalla lapide commemorativa alla parete centrale dello salone del palazzo comunale. Ed è tutto l’i ? Giulio Zignani

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Si fa onore il Magico Basket

SI FA ONORE IL MAGICO BASKET A SORESINA
MAGICO BASKET SORESINA –Ancora una volta il Magico Basket, che ha con il nuovo anno varcato la soglia dei dodici anni dalla sua fondazione, è un progetto di attività sportiva al servizio dei giovani del territorio che permette ad atleti disabili e normodotati di giocare assieme a basket con soddisfazione, si è fatto onore. Si è infatti piazzato al quarto posto nel campionato provinciale Golden Basket “. Quindi l’ annata sportiva si chiude con onore per i 18 atleti . Come noto, il Il Magicio Basket basket aiuta a coordinare i movimenti per prendere la mira, è uno sport di squadra, e quindi ha varie caratteristiche utili a dare più autonomia ai diversamente abili, ma per la verità a tutti quanti. Un’iniziativa salutata con grande simpatia e affetto dai soresinesi e non solo, tanto che l’assessore provinciale allo sport Chiara Capelletti potrebbe inserirla nel programma di manifestazioni legato alla Cremona capitale europea dello sport. E questa, francamente, è l’Europa che a piace di più. La presidente di Magico Basket Mariana Beretta ricorda, al riguardo, che in tutti questi anni è stata fatta tanta strada insieme e tanti sono i risultati, le soddisfazioni e le manifestazioni di solidarietà ricevute. Certo si tratta di una realtà straordinaria, come sottolineò lo stesso Pietro Mennea quando venne nel 2010 a visitare la palestra soresinese. Per l’occasione il grande campione aveva potuto constatare e rendersi conto di persona di questa realtà, che ha un seguito di simpatia ed approvazione da parte di tutti coloro che vengono a contatto con questi ragazzi, che praticano, come possono, questo sport, chi in carrozzella, chi più “evoluti”, riuscendo a mettersi in stretto contatto, con incredibile entusiasmo, con i normodotati. La presidente non ha mai esitato a dire che il Magico Basket è un esempio ed un’esperienza da imitare non solo nel territorio, ma anche a livello nazionale, e tante ora sono le squadre come la nostra, che si sta già organizzando per quest’anno un vero e proprio campionato. Vengono sempre fatti degli incontri con altre squadre anche fuori zona. Come si ricorderà sono state anche disputate alcune partite amichevoli con l’Annabella 87 Special Team Pavia e l’Happy Orange Manara, partecipando anche a un torneo a cinque squadre a Vigevano . Per questo si procede alla grande e si consolida sempre più questa bella società che vanta allenatori e accompagnatori giovanissimi, dimostrando quindi di aver lasciato una traccia preziosa anche nei tanti ragazzi normodotati che nel corso degli anni si sono avvicinati a questa esperienza e che ora la sentono loro, tanto da volerne far parte anche come dirigenti ed organizzatori. Giulio Zignani

Arrivano i due ispettori

C’ è una strana agitazione in ufficio oggi: sono in arrivo i due ispettori della sede, che controlleranno le pratiche e daranno un ” voto “, da cui dipendono anche a fine anno le note di qualifica. Entra prima il capo e saluta con un cenno di sorriso, mentre il galoppino gli regge la borsa e fa degli inchini ammiccanti agli impiegati. La più solerte è una impiegata servizievole, pronta ad appendere il cappotto del capo all’ attaccapanni . E lImpietata di Concetto, che per l’ occasione ha una strana inflessione di voce e una ” c ” ed una ” s ” pronunciate con enfasi, come nelle grandi occasioni. I colleghi già lo sanno e sghignazzano in silenzio. Il capo fa un’osservazione, ma ha un attimo di amnesia circa una norma procedurale. Si rivolge al galoppino e lo sorprende mentre succhia rumorosamente una caramella che aveva già in bocca. ” Ma guardatelo, dice il capo, lui succhia, invece di rinfrescarmi la memoria “. Il galoppino vorrebbe spofondare sotto terra ma del resto sa che prima della fine della giornata ne arriveranno di cazziate…Però è sempre devoto e chiama confidenzialmete il capo e ha il vanto di chiamarlo,solo lui, per nome; lo fa delicatamente quando sussurra “Eraldo “. Agli impiegati aveva detto già in altre poccasioni: ” Solo io lo posso fare, voi dovete dire ” ragioniere “. Lui va tronfio di questo privilegio, mentre agli impiegati fa schifo. C’una telefonata e scattano un pò tutti con insolita solerzia. Il primo che afferra il telefono dà delle risposte che suonano strane: ” Bisogna, cara signora, osservare le norme. Se lei va con la bicicletta sul marciapiede, cosa ci dice il governo? “. “Nulla, dice il Piero, perchè il governo è in crisi “. Risata generale, ma contenuta. Però il capo ha sentito e se ne va sbattendo la porta. ” Vi farò io una bella relazione, vedrete che perle”. E il galoppino annuisce, poi allarga le braccia in segno di comprensione verso gli impiegati, badando di non farsi vedere dal capo. Giulio Zignani

Ponzini e la macchina del caffè

PONZINI
Nel 1876 nasceva in provincia di Cremona l’ ingegner Alfredo Ponzini,
ideatore ed inventore della prima macchina del caffè espresso e del distillatore a termocompressione per produzione di Wfi d’ parenterale. Nel 1910 fondò a Soresina, con il consistente aiuto economico del concittadino Argento Della Corna, la società in nome collettivo «Ing. A. Ponzini e C.», con lo scopo di «sfruttare gli attestati di privativa industriale rilasciati dal Regio Ministero di agricoltura, industria e commercio nonché qualsiasi altra applicazione elettrica inerente al riscaldamento».

Nominato direttore tecnico dell’azienda amministrata dal Della Corna, il Ponzini aveva svolto nei primi anni della sua carriera un’importante esperienza di lavoro in Germania presso la Brown-Boveri di Baden, dalla quale, in qualità di ingegnere collaudatore, era stato mandato in Egitto per progettare e realizzare l’impianto di illuminazione e la linea tranviaria del Cairo. Rientrato in Italia dopo due proficui soggiorni in Polonia e Lussemburgo come installatore e collaudatore delle prime pompe elettriche per estrarre l’acqua dalle miniere, era stato chiamato dalla Società italiana per l’utilizzazione delle forze idrauliche di Venezia in qualità di direttore dell’Ufficio progetti e lavori, riuscendo a dare impulso allo sviluppo delle centrali elettriche della Società.

Il tentativo di avviare un’attività in proprio è stato animato da un forte spirito di indipendenza, che lo aveva spinto a licenziarsi e ricercare un socio facoltoso al fine di utilizzare i diversi brevetti che gli erano stati riconosciuti. Il capitale iniziale dell’impresa ammontava a L. 15.000, due terzi delle quali versate dal Della Corna e un terzo dal Ponzini. Nello stesso 1910 quest’ultimo ottenne dal ministero il riconoscimento di un nuovo brevetto per un convertitore dell’energia elettrica in calore, specialmente atto al riscaldamento dei liquidi ed alla produzione di vapore, ideò quindi il progetto poi sviluppato nella macchina per il caffè espresso. La ricca corrispondenza che ancora si conserva nell’archivio testimonia la fama che i progetti e le realizzazioni di Ponzini riscossero all’estero.

L’ing.Ponzini si è spento nel 1957 lasciando alla sua città Soresina l’onore di essere conosciuta in tutto il mondo grazie alle sue opere, alle sue invenzioni e alla sua genialità.
Giulio Zignani

A MIA MADRE

Te ne sei andata, mamma.Tu, che eri forte. che superasti mille difficoltà, la miseria, la fame, le malattie, quindici gravidanze, i dolori dei figli, i guai dei figli, le morti dei figli, le umiliazioni assurde, le delusioni cocenti, gli stenti di due guerre immani,il distacco delle tue suore. Che hai avuto, dimmi, dalla vita?Perchè ti sei data tanto da fare?Perchè di tutto ti privasti per noi, troppe bocche, troppi egoismi, troppe individualità? Perchè non hai pensato un pò a te stessa, com’era giusto?Perchè di cibasti delle nostre briciole, accettasti lo squallore di una vita, tu così fine, così nobile, così compita?Perchè ti umiliasti tanto? Perchè c0nsideravi sempre migliori gli altri? Perchè anche nei malvagi scorgevi il lato buono, anzi li scusavi?Perchè tutte quelle maternità?Perchè ti consumasti fino all’eccesso per la tua fede? Non potevi risparmiarti un poco? Ma l’hai fatto.

Giulio Zignani

le campane interrompono il comizio

Suonano le campane e il comizio viene interrotto.

Regona di Pizzighettone- Le scene alla Peppone e don Camillo, così ben descrìtte dal Gaureschi, accadevano, anche se in forma diversa ma la sostanza non cambia, anche a Regona. Eravamo nel 1948 e ferveva la propaganda dei vari schieramenti. In particolare i rossi da una parte e i bianchi dall’altra. E non mancavano le interminabili discussioni, come se tutti fossero stati pagati per tale compito. Ma veniamo ai contendenti. Erano le undici del mattino e, dopo il camto “Bandiera rossa trionferà” seguiva “O bianco fiore. simbol d’ amore” cantatato di rimando dai ” cui de legn “. Poi iniziava il comizio dei rossi, che si erano prenotati per primi. Ma nel bel mezzo ecco che il sagrestano suonava le campane, ligio a quanto richiedeva la imminente funziona liturgica. “Fate tacere quelle campane”, gridavano i rossi, ma il buon Natale non se la dava per vinta,anzi sembrava che ci tirasse dentro a più non posso. Alla fine il comizio riprendeva , poi tutti all’osteria per bere un buonn bicchiere di vino. I rossi avevano il loro appuntamento all’ Enal del Crai, i bianchi “Al Demucratic” di Ausilia. Ma succedeva che si assisteva anche a qualche fuori programma, come quando l’ avversario di turno scuoteva la scala al rivale mentre incollava il manifesto al muro. Ed erano improperi, ma non si arrivò mai alle mani. In findei conti erano tutti amici, divisi,ma con livore alla bisogna, dalla politica… Giulio Zignani

Fermate quel campanone della torre di San Siro

Sporesina- Pochi sanno che due agenti telegrafici del Podestà in data 5 febbraio 1811 protestarorno per un’azione acustico-sussultoria mediante lo campanio prolungato che causava un ostacolo alle mansioni visive tramite lunettes degli agenti telegrafici di Soresina. Per cui il podestà Varesi dava ordine , «di non suonare (più) la Campana grossa in tempo di Corrispondenza del Telegrafo sotto comminatoria d’essere espulso dalla Torre», fermo restando evidentemente il suo compito normale di suonare le
altre campane (minori) per il richiamo alle funzioni liturgiche.
E il podestà Varesi faceva ordinare, lo stesso giorno, «di non suonare (più) la Campana grossa in tempo di Corrispondenza del Telegrafo sotto comminatoria d’essere espulso dalla Torre» , fermo restando evidentemente il suo compito normale di suonare le
altre campane (minori) per il richiamo alle funzioni liturgiche. Ma ora il problema è solo in ricordo, salvo il fatto di qualche abitazione vicina che non manca di lamentarsi quando le campane ….dànno la sveglia in orari non consoni, almeno per acune persone. Ma, a parte l’episodio storico ricordato e qualche lamentela, i soresinesi sono orgogliosi della loro torre. Ricordiamo che la torre campanaria è alta 51 metri, esclusa la statua del Redentore sbalzato in rame dorato posto sulla sommità; é opera del milanese S.Zucchi. Progettata da Luigi.Voghera, é stata edificata dal 1836 al 1839 al posto dell’antica torre quadrata dell’anno 1000, abbattuta perché pericolante. Il completamento murario e ornato é stato portato a termine nel 1851 sotto la guida dell’architetto C.Visioli.Le 8 statue dei santi sono opera del milanese L.Cocchi.
Il monumento per purezza di stile, eleganza di forma e armonia di proporzioni fra le parti può ritenersi uno dei più belli del genere e degno di essere considerato opera di interesse nazionale. Si compone di tre stili: dorico alla base, ionico nella parte intermedia e corinzio nella parte superiore.
La cella campanaria é corredata da un concerto di campane, ritenuto uno dei più rinomati della Lombardia. Lo compongono 12 campane, del peso di circa cento quintali, di una speciale lega che dona loro un suono argentino molto apprezzato dagli intenditori.
E’ stato suonato per la prima volta il 15 agosto 1841. E’ stato fuso dalla ditta Giacomo Crespi di Crema.Nei primi giorni di febbraio ( 2002 ) le campane sono state smontate dalla torre per lavori di ristrutturazione che dureranno alcuni mesi. Giulio Zignani