Il Vangelo della domenica

via della sua realizzazione.

Questa trasfigurazione, questo essere come Dio, è l’augurio fraterno che faccio a ciascuno in questo cammino quaresimale verII Domenica di Quaresima

(o della Trasfigurazione)

25 febbraio 2018

 

Vi è mai capitato di vedere una persona sotto una “luce” diversa? Oppure di sentirvi voi stessi un po’ diversi? Tutti noi avremo senz’altro sperimentato nel corso della nostra vita momenti forti, esperienze profonde, che in qualche modo ci hanno trasformati dentro, hanno cambiato completamente il corso della vita.

Penso, personalmente, che la fede per essere forte e viva debba discendere da una relazione intima, concreta, da un innamoramento, da un “che bello” gridato a pieno cuore. Proprio come Pietro sul Tabor, nel Vangelo odierno (Mc 9, 2-10): “Rabbì, è bello per noi essere qui!” E Pietro manifesta proprio sul Tabor la volontà di fermarsi lì, di sostare lì, di abitare lì sopra: “Facciamo tre capanne…”, ossia abitiamo qui sopra!!!

La montagna della Trasfigurazione si pone come immagine di ogni evento bello della nostra vita, in cui Dio si manifesta in tutta la sua pienezza. E credo che l’Eucarestia che viviamo ogni domenica e festa, oltre che ogni giorno, allo stesso modo, ci faccia vivere una sorta di “trasfigurazione”, perché Dio ci entra dentro, entra dentro la nostra vita e la nostra carne, ci trasforma dal di dentro e la Sua Parola, abitata e macinata, credo dia uno spessore diverso alla nostra quotidianità. Possiamo allora vivere la nostra ferialità e la nostra vita quotidiana, con le sue luci e le sue ombre, le sue gioie e i suoi dolori, con le parole di Santa Madre Teresa di Calcutta: “O Signore fa che io possa compiere piccoli gesti, ma trasfigurati da un grande amore”.

La visione della trasfigurazione, a cui assistono e partecipano i tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, durò poco più di un istante: “Una nube li coprì e venne una voce: Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”. Ascoltate Lui. Il primo sms che Dio ci invia non è una legge, non un decreto, non un richiamo spaventoso e terrificante, ma un’indicazione precisa: “Ascolta Gesù!”. Gesù è il Figlio, la Parola definitiva del Padre che in lui dice e dà tutto se stesso. Per questo dobbiamo ascoltarlo, soprattutto quando rivela il suo e il nostro cammino, che nessuno di noi, con Pietro e come Pietro, è disposto ad accettare, almeno subito, perché c’è la prospettiva certa della croce. Qui il Padre conferma la scelta del Figlio dell’Uomo come via di salvezza per tutti quanti vorranno seguirlo.

Il principio della nostra trasfigurazione è l’ascolto di Gesù. Non c’è altra rivelazione da cercare se non quella che ci è stata fatta nella sua carne. Egli è il Figlio obbediente, la Sua Parola perfetta, in cui pienamente si esprime e l’ascolto di lui ci rende come lui, figli di Dio, partecipi della sua stessa vita. La trasfigurazione di Gesù, anticipo della Risurrezione e della gloria definitiva del Risorto, corrisponde alla vita nuova che il battesimo che abbiamo ricevuto in dono ci conferisce attraverso la croce: è un ‘esistenza pasquale, passata dall’egoismo all’amore, dalla tristezza alla gioia, dall’inquietudine alla pace, dall’impazienza alla pazienza, dalla malevolenza alla benevolenza, dalla cattiveria alla bontà, dall’infedeltà alla fedeltà, dalla durezza alla mitezza, dall’essere in balia delle passioni e dei vizi alla padronanza di sé. Questa vita nuova nello Spirito, lo Spirito Santo, è la sua presenza di risorto in noi. Sul nostro volto brilla il riflesso del suo volto, che è lo stesso del Padre.

Così il desiderio da vertigine e nello stesso tempo meraviglioso, impossibile umanamente e tuttavia costitutivo dell’uomo: “Sarete come Dio” (Gn 3, 5) annunciato nel Libro della Genesi all’inizio della creazione e della storia umana, trova nell’ascolto del Figlio, Gesù, laso la Pasqua

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Silvio Berlusconi

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Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi 2017.jpg

Silvio Berlusconi nel 2017


Presidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
Durata mandato 10 maggio 1994 –
17 gennaio 1995
Capo di Stato Oscar Luigi Scalfaro
Predecessore Carlo Azeglio Ciampi
Successore Lamberto Dini

Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Capo di Stato Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Giuliano Amato
Successore Romano Prodi

Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Capo di Stato Giorgio Napolitano
Predecessore Romano Prodi
Successore Mario Monti

Ministro degli affari esteri
(ad interim)
Durata mandato 6 gennaio 2002 –
14 novembre 2002
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Renato Ruggiero
Successore Franco Frattini

Ministro dell’economia e delle finanze
(ad interim)
Durata mandato 3 luglio 2004 –
16 luglio 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giulio Tremonti
Successore Domenico Siniscalco

Durata mandato 8 maggio 2006 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giulio Tremonti
Successore Tommaso Padoa Schioppa

Ministro della salute
(ad interim)
Durata mandato 11 marzo 2006 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Francesco Storace
Successore Livia Turco

Ministro dello sviluppo economico
(ad interim)
Durata mandato 5 maggio 2010 –
4 ottobre 2010
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Claudio Scajola
Successore Paolo Romani

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1º luglio 2003 –
31 dicembre 2003
Predecessore Costas Simitis
Successore Bertie Ahern

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 aprile 1994 –
15 marzo 2013
Legislature XIIXIIIXIVXVXVI
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Il Popolo della Libertà
Circoscrizione Lazio 1 (XII)
Lombardia 1 (XIII, XIV)
Campania 1 (XV)
Molise (XVI)
Collegio Milano 1 (XIII, XIV legislatura)
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
27 novembre 2013
Legislature XVII (fino al 27/11/2013[8])
Gruppo
parlamentare
Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura
Coalizione Coalizione di centro-destra del 2013
Circoscrizione Molise
Sito istituzionale

Eurodeputato
Durata mandato 20 luglio 1999 –
10 giugno 2001
Legislature V
Gruppo
parlamentare
Gruppo del Partito Popolare Europeo
Democratici Europei
Coalizione Centro-destra
Incarichi parlamentari
Membro

  • Commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa (21 luglio 1999 – 10 giugno 2001)

Membro sostituto

  • Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni (21 luglio 1999 / 10 giugno 2001)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2013)
Precedenti:
FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
Tendenza politica Conservatorismo liberale[1][2][3][4][5][6][7]
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza,
Ingegneria dell’organizzazione
(ad honorem)
Università Università degli Studi di Milano
Professione Imprenditore
Firma Firma di Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Milano29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, conosciuto anche come il Cavaliere, soprannome assegnatogli dal giornalista sportivo Gianni Brera[9] in ragione dell’onorificenza a cavaliere del lavoro conferitagli nel 1977 dal presidente della Repubblica Giovanni Leone e cui ha rinunciato nel 2014.[10] Ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo dell’edilizia. Nel 1975 ha costituito la società finanziaria Fininvest e nel 1993 la società di produzione multimediale Mediaset, nelle quali convergono altre società come Arnoldo Mondadori Editore e Silvio Berlusconi Communications, rimanendo figura simbolo dell’omonima famiglia Berlusconi.

Nell’ottobre dello stesso anno entra in politica lanciando il partito politico di centro-destra Forza Italia,[11] strutturatosi nel gennaio successivo,[12] confluito nel 2008 ne Il Popolo della Libertà[13] e poi rifondato nel 2013, segnando la vita politicaitaliana dalla metà degli anni novanta in poi con un atteggiamento tipico che è stato definito berlusconismo, ampiamente sostenuto dai suoi seguaci politici e dai suoi elettori, entrando fortemente anche nella cultura di massa e nell’immaginario collettivo italiano ed estero, ma suscitando anche un duro antiberlusconismo da parte degli oppositori, che ne hanno più volte sottolineato il conflitto di interessi sotto forma emanazione di leggi ad personam.

Eletto alla Camera dei deputati nel marzo 1994, è stato confermato nelle successive quattro legislature, mentre nella XVII, a seguito delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, è stato eletto per la prima volta senatore a Palazzo Madama. Ha ottenuto quattro incarichi da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001-2005 e 2005-2006),[14] e infine nella XVI (2008-2011). Con 3340 giorni complessivi (corrispondenti ad oltre nove anni), è il politico che è rimasto in carica più a lungo nel ruolo di presidente del Consiglio dell’Italia repubblicana, superato in epoche precedentisolo da Benito Mussolini e Giovanni Giolitti; inoltre ha presieduto i due governi più duraturi dalla proclamazione della Repubblica. È stato l’unico leader politico mondiale ad aver presenziato a 3 vertici del G7/G8 come Presidente del Paese ospitante (20º G7 del 1994 a Napoli, il 27º G8 del 2001 a Genova e il 35º G8 del 2009 a L’Aquila).

Secondo la rivista americana Forbes, con un patrimonio personale stimato in 7,6 miliardi di dollari USA (circa 6,7 miliardi di euro) Berlusconi è nel 2015 il quinto uomo più ricco d’Italia e il 179º più ricco del mondo.[15] Nel 2009, Forbes lo ha classificato 12º nella sua lista delle persone più potenti del mondo per via della sua dominazione della politica italiana.[16]

È stato imputato in oltre venti procedimenti giudiziari. Il 1º agosto 2013 è stato condannato a quattro anni di reclusione (con tre anni condonati dall’indulto del 2006) per frode fiscale con sentenza passata in giudicato nel cosiddetto “processo Mediaset“. Il 19 ottobre dello stesso anno gli è stata irrogata la pena accessoria dell’interdizione ai pubblici uffici per due anni a seguito dello stesso processo.[17]

A causa della suddetta condanna il 27 novembre 2013 il Senato della Repubblica ha votato a favore della sua decadenza dalla carica di senatore. Berlusconi ha quindi cessato di essere un parlamentare dopo quasi vent’anni di presenza ininterrotta nelle due camere[8] (dall’aprile 1994 al novembre 2013).

Indice

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Biografia

È il primogenito di una famiglia della piccola borghesia milanese. Ha trascorso la sua infanzia nel Basso Varesotto[18], in primo luogo a Saronno[19], poi a Lomazzo durante l’occupazione tedesca mentre suo padre, che il piccolo Silvio non vide per tre anni[20], si era rifugiato in Svizzera[21]. Il padre Luigi[22] (Saronno, 27 marzo 1908 – Milano, 27 febbraio 1989) era impiegato alla Banca Rasini della quale nel 1957 divenne procuratore generale; la madre Rosa Bossi (Milano, 25 gennaio 1911 – Milano, 3 febbraio 2008) era casalinga e in precedenza aveva lavorato come segretaria alla Pirelli. Oltre a Silvio dal loro matrimonio nacquero Maria Antonietta (Milano, 9 giugno 1943 – Milano 26 febbraio 2009)[23] e Paolo (Milano, 6 dicembre 1949).

Cresciuto nel quartiere Isola, in via Volturno, al numero 34, nel 1954 conseguì la maturità classica al liceo salesianoSant’Ambrogio di Milano. Si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università Statale dove, nel 1961, si laureò con lode, discutendo una tesi in diritto commerciale con relatore il professor Remo Franceschelli[24]. La tesi, intitolata Il contratto di pubblicità per inserzione, fu premiata con 500.000 lire dall’agenzia pubblicitaria Manzoni di Milano[25]. Dopo la laurea, non svolse il servizio militare, che all’epoca era obbligatorio[26].

Ingresso di Villa San Martino ad Arcore

Nel 1964 conobbe Carla Elvira Lucia Dall’Oglio (La Spezia, 12 settembre 1940), che sposò, a Milano nella parrocchia di viale San Gimignano, il 6 marzo 1965 e dalla quale ebbe in seguito i due figli: Maria Elvira detta Marina (Milano, 10 agosto 1966[27]) e Pier Silvio (Milano, 28 aprile 1969).[28] Nel 1980, al Teatro Manzoni di Milano conobbe l’attrice Veronica Larionome d’arte di Miriam Bartolini (Bologna, 19 luglio 1956), intraprendendo subito con lei una relazione extraconiugale, facendola trasferire a vivere insieme alla madre di lei nella sede operativa della Fininvest, presso villa Borletti di via Rovani a Milano.[29] Nel 1985 Berlusconi divorziò da Carla Dall’Oglio e ufficializzò la relazione con Veronica, che sposò con rito civile a Milano il 15 dicembre 1990, i testimoni furono i coniugi Craxi (Bettino aveva già fatto il padrino di battesimo a Barbara), Fedele Confalonieri e Gianni Letta, la coppia si unì dopo la nascita dei tre figli: Barbara (Arlesheim (Svizzera), 30 luglio 1984), Eleonora (Arlesheim, 7 maggio 1986) e Luigi (Arlesheim, 27 settembre 1988). Il 2 maggio 2009 Veronica Lario ha annunciato di voler chiedere la separazione.[30]

Nel dicembre 2012 la sentenza di separazione non consensuale depositata al tribunale di Milano pone fine al matrimonio con la Lario e fissa a 3 milioni di euro l’assegno di mantenimento che Berlusconi deve versarle mensilmente[31]. Tuttavia, gli avvocati difensori di Berlusconi presentano ricorso contro la decisione dei giudici sulla sentenza di primo grado e tale richiesta, viene resa nota e formalizzata nel marzo 2013[32][33]. Il 23 giugno 2015 in sede di divorzio, infine, il Tribunale di Monza decide di ridurre di oltre la metà tale assegno, portandone la cifra a 1,4 milioni di euro[34].

Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi

Nel 2012 Berlusconi si è fidanzato con Francesca Pascale[35] (Napoli, 15 luglio 1985), showgirl e tra le fondatrici del club Silvio ci manchi e candidata alle elezioni provinciali del 2009[36] (anche se sin dal gennaio 2011 aveva dichiarato di avere una nuova compagna, pur non rivelandone l’identità[37]).

Dal 1974 al 2013[38] Berlusconi ha avuto la sua residenza ufficiale ad Arcore (MB), presso la settecentesca Villa San Martino sita in Viale San Martino, acquistata dalla marchesa Annamaria Casati Stampa di Soncino, figlia ed erede dello scomparso marchese Camillo per tramite dell’avvocato Cesare Previti che sino alla emancipazione era stato il suo tutore legale[38]. La villa, passata di mano insieme ad alcuni terreni circostanti per 750 milioni di Lire, fu nel 1983 accettata dalla Cariplo come garanzia per un prestito di circa 7 miliardi di Lire[39].

Dal settembre 2013 risiede ufficialmente a Roma, presso Palazzo Grazioli, in Via del Plebiscito, 102[40].

Attività imprenditoriale

Edilizia

Un giovane Berlusconi cantante su una nave da crociera

Dopo le prime saltuarie esperienze lavorative giovanili come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera insieme all’amico Fedele Confalonieri[41] e come venditore porta a porta di scope elettriche insieme all’amico Guido Possa,[42] iniziò l’attività di agente immobiliare[43] e, nel 1961, fondò la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto immobiliare fu un terreno in via Alciati a Milano, per 190 milioni di lire, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Silvio).[29]

Nel 1963 fonda la Edilnord Sas, in cui è socio d’opera accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest’azienda, Carlo Rezzonico fornisce i capitali attraverso la finanziariaFinanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano.[29][44] Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l’International Bank di Zurigo e pervengono alla Edilnord attraverso la Banca Rasini[senza fonte].

Nel 1964, l’azienda di Berlusconi apre un cantiere a Brugherio per edificare una città modello da 4 000 abitanti. I primi condomìnisono pronti già nel 1965, ma non si vendono con facilità.[45]

Berlusconi riceve l’onorificenza di cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone

Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C. (la Borsani è cugina di Berlusconi), generalmente chiamata Edilnord 2, che acquista 712 000  di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano Due, a seguito alla dichiarazione del 1971 con cui il consiglio dei Lavori Pubblici dichiara ufficialmente residenziale il suolo e a seguito della concessione delle licenze edilizie da parte del comune di Segrate. La vicenda con cui ottenne a Roma il cambio di talune rotte aeree dell’aeroporto di Linate — le cui intollerabili onde sonore, superiori a 100 decibel, rendevano arrischiato l’investimento e difficoltosa la vendita degli appartamenti — fu ricostruita da Camilla Cederna come frutto di un’intensa attività di lobbying presso i Ministeri competenti.[46]

Nel 1972 viene liquidata la Edilnord e creata la Edilnord Centri Residenziali Sas di Lidia Borsani, quest’ultima socia accomandante, con i finanziamenti della Aktiengesellschaft für Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.[29][47] Nel 1973 viene fondata la Italcantieri Srl, trasformata poi in SpA nel 1975, con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali sono di due fiduciarie svizzere e precisamente della Cofigen[senza fonte],[48] legata al finanziere Tito Tettamanti e alla Banca della Svizzera Italiana[senza fonte][49] e della Eti AG Holding di Chiasso[senza fonte][50] il cui amministratore delegato è Ercole Doninelli.[51] Nel 1974 viene costituita a Romal’Immobiliare San Martino, amministrata da Marcello Dell’Utri (amico di Berlusconi fin dagli anni universitari), con il finanziamento di due fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro, la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.[29]

Il 2 giugno 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Nel gennaio 1978, viene liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa, costituita a Segrate dalla fusione con l’Immobiliare San Martino Spa.

Televisioni

Silvio Berlusconi e Mike Bongiornoin una foto dei primi anni ottanta. Il noto conduttore televisivo è stato dal 1979 al 2009 una presenza costante sulle televisioni commerciali dell’imprenditore.

Dopo l’esperienza in campo edilizio Berlusconi allarga il proprio raggio d’affari anche al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n. 202 della Corte costituzionale apre la strada all’esercizio dell’editoria televisiva, fino ad allora appannaggio esclusivo dello Stato.[52]

Nel 1978, Berlusconi rileva Telemilano dal fondatore Giacomo Properzj. Si tratta di una televisione via cavo, operante dall’autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5 e assume la forma di rete televisiva a livello nazionale, comprendente più emittenti.[53] Sempre nel 1978, Berlusconi fonda Fininvest, una holding che coordina tutte le varie attività dell’imprenditore.[54]

Per il canale ha acquistato, nel 1980, i diritti televisivi del Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana, solitamente trasmesso dalle reti RAI.[55] Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri del governo Forlani, ottiene dalla Rai l’uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d’Italial’evento viene trasmesso in differita[56] utilizzando un consorzio di emittenti locali come se fosse un’unica emittente nazionale, metodo sfruttato anche in seguito per aggirare il divieto di trasmissione nazionale, ancora vigente per le emittenti private: si registra con un giorno d’anticipo il palinsesto e le pubblicità e li si trasmette il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.[57]

Nel 1982 il gruppo si allarga con l’acquisto di Italia 1 dall’editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Arnoldo Mondadori Editore (all’epoca controllato dall’editore Mario Formenton),[58] stabilendo di fatto un vero e proprio duopolio televisivo con la televisione di stato, la RAI, grazie anche a una spregiudicata campagna acquisti per attirare i divi televisivi degli anni ottanta verso il nuovo polo televisivo.[58]

Nel 1984 i pretori di Torino, Pescara e Roma oscurano le reti Fininvest per violazione della legge che proibiva alle reti private di trasmettere su scala nazionale.[59] L’azione giudiziaria viene fermata dopo pochi giorni dal governo guidato da Bettino Craxi che con un apposito decreto legge legalizza la situazione della Fininvest.[60]

Il gruppo Fininvest riesce perciò, seppur con strumenti non legali per la legislazione di quegli anni, a spezzare l’allora monopolio televisivo RAI. Nel 1990 fu la Legge Mammìa stabilizzare le situazione presente rendendo definitivamente legale la diffusione a livello nazionale di programmi radiotelevisivi privati.[61]

Negli anni seguenti il gruppo si diffonde in Europa: in Francia fonda, nel 1986La Cinq (chiusa nel 1992), in Germania, nel 1987Tele 5 (si legge Telefünf; chiuderà nel 1992, per poi riaprire nel 2002 ad opera di Tele München), in Spagna Telecinco (fondata nel 1990 e ancora oggi attiva).

Editoria e altri media

Silvio Berlusconi negli anni ’80

Nel campo editoriale diventa, ed è, il principale editore italiano nel settore libri e periodici; nel gennaio 1990 acquisisce la maggioranza azionaria di Mondadori (in cui è confluita negli anni novanta la Silvio Berlusconi Editore, fondata dal magnate milanese negli anni ottanta e attiva nella stampa periodica, e che comprò TV Sorrisi e Canzoni) con una manovra che causerà un contenzioso (vedi Lodo Mondadori) e la Giulio Einaudi Editore (comprata dalla prima), e di alcune rilevanti case minori (ElemondSperling & KupferGrijalboLe MonnierPianeta scuolaFrassinelliElecta NapoliRiccardo Ricciardi editoreEditrice Poseidona).

Berlusconi con Indro Montanelli, direttore de il Giornale

Nel 1977 entrò nella società del quotidiano il Giornale con una quota del 12% e nel 1979aumentò la sua quota al 37,5%, diventando azionista di riferimento.

Nel campo della distribuzione audiovisiva, Berlusconi è stato socio dal 1994 al 2002, attraverso Fininvest, di Blockbuster Italia. Controlla inoltre il gruppo Medusa Film.

Nel 2007, Berlusconi, tramite Trefinance (una controllata del gruppo Fininvest), ha finanziato OVO s.r.l., una media company il cui progetto è realizzare un’enciclopedia video formata da centinaia di brevi clip di carattere enciclopedico (storia, fisica, arte, letteratura, biografie, ecc.); uno dei canali della stessa doveva chiamarsi OVOpedia.

Il progetto, sebbene non fosse ancora stato reso pubblico (il lancio era previsto nel primo trimestre del 2009), è stato accusato di revisionismo, perché sarebbe stato teso a controbattere la storiografia dominante che secondo Berlusconi sarebbe controllata dalla sinistra; la società è attualmente in liquidazione.[62]

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Matteo Renzi

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Matteo Renzi
Matteo Renzi 2015.jpeg

Segretario del Partito Democratico
In carica
Inizio mandato 15 dicembre 2013
Presidente Gianni Cuperlo
Matteo Orfini
Predecessore Guglielmo Epifani

Presidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
Durata mandato 22 febbraio 2014 –
12 dicembre 2016
Capo di Stato Giorgio Napolitano
Sergio Mattarella
Predecessore Enrico Letta
Successore Paolo Gentiloni

Ministro dello sviluppo economico
(ad interim)
Durata mandato 5 aprile 2016 –
10 maggio 2016
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Federica Guidi
Successore Carlo Calenda

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
(ad interim)
Durata mandato 20 marzo 2015 –
2 aprile 2015
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Maurizio Lupi
Successore Graziano Delrio

Presidente del Consiglio dell’Unione europea
Durata mandato 1º luglio 2014 –
31 dicembre 2014
Predecessore Antōnīs Samaras
Successore Laimdota Straujuma

Sindaco di Firenze
Durata mandato 22 giugno 2009 –
24 marzo 2014
Predecessore Leonardo Domenici
Successore Dario Nardella

Presidente della Provincia di Firenze
Durata mandato 13 giugno 2004 –
8 giugno 2009
Predecessore Michele Gesualdi
Successore Andrea Barducci

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
PPI (1996-2002)
DL (2002-2007)
Tendenza politica Liberalismo sociale
Terza via[1][2]
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Firenze
Professione Politico
Dirigente d’azienda
Firma Firma di Matteo Renzi

Matteo Renzi (Firenze11 gennaio 1975[3]) è un politico italiano, segretario del Partito Democratico eletto per un secondo mandato alle primarie del 30 aprile 2017 e presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016[4]. Quello da lui presieduto è stato il quarto governo più longevo della storia della Repubblica.

È stato presidente della Provincia di Firenze dal 2004 al 2009sindaco di Firenze dal 2009 al 2014[5]ministro delle infrastrutture e dei trasporti ad interim dal 20 marzo al 2 aprile 2015 in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi[6], e ministro dello sviluppo economico ad interim dal 5 aprile al 10 maggio 2016 in seguito alle dimissioni di Federica Guidi.

Divenendo presidente del Consiglio dei ministri a 39 anni e un mese, è stato il capo di governo più giovane nella storia dello Stato italiano; è stato inoltre il primo presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, con l’eccezione dei governi tecnici, a non essere parlamentare al momento della nomina.

Nel 2014 è stato classificato dalla rivista americana Fortune come la terza persona con meno di quarant’anni più influente al mondo e indicato come uno dei cento più importanti pensatori globali di politica estera.[7][8]

A seguito dell’esito negativo del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, il 7 dicembre Renzi rassegnò le dimissioni proprie e dell’esecutivo da lui presieduto nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Biografia

Matteo Renzi con la moglie Agnese Landini e i coniugi Obama nel 2016.

Matteo Renzi in divisa da scout.

Matteo Renzi e Mike Bongiorno a La ruota della fortuna (1994).

Figlio di Laura Bovoli e Tiziano Renzi,[9][10] che è stato consigliere comunale di Rignano sull’Arno tra il 1985 e il 1990 per la Democrazia Cristiana,[11] è il secondo dei quattro figli della coppia: la sorella maggiore Benedetta è nata nel 1972 (è entrata in politica nel 2014), il fratello Samuele nel 1983 e la sorella minore Matilde nel 1984.[10][12] Sposato dal 1999 con Agnese Landini, insegnante di liceo, ha tre figli: Francesco, Emanuele ed Ester.[13][14] Cresce a Rignano sull’Arno,[15] paese dei genitori, e studia a Firenze: prima al liceo ginnasio Dante (con votazione finale di 60/60, pur rischiando la bocciatura perché, in qualità di rappresentante d’istituto, rifiutò di ritirare le copie del giornalino scolastico contenenti forti critiche alla professoressa di matematica)[16] e poi all’Università degli Studi di Firenze dove si laurea nel 1999 in Giurisprudenza[17] con una tesi in Storia del Diritto dal titolo Amministrazione e cultura politica: Giorgio La Pira Sindaco del Comune di Firenze 1951-1956 con relatore il professor Bernardo Sordi e la votazione finale di 109/110[18].

Ha una formazione scout nell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani e ha collaborato, firmandosi Zac, con la rivista nazionale della branca Rover/ScolteCamminiamo insieme della quale è stato anche caporedattore.[19] Ha lavorato con varie responsabilità per la CHIL Srl,[17] società di servizi di marketing di proprietà della sua famiglia (il cui nome è ispirato dall’omonimo personaggio del Il libro della giungla), in particolare coordinando il servizio di vendita del quotidiano La Nazione sul territorio fiorentino con la diretta gestione degli strilloni. Inoltre consegnava volantini e distribuiva elenchi del telefono.

Ancora diciannovenne, nel 1994 partecipa come concorrente per cinque puntate consecutive al programma televisivo La ruota della fortuna, vincendo 48,3 milioni di lire.[20][21] Nella prima metà degli anni novanta arbitrò alcune partite calcistiche di Seconda Categoria: fino al 1995 fu infatti iscritto alla sezione arbitrale di Firenze, ma la sua carriera da fischietto non decollò a causa di alcuni limiti atletici.[22]

A seguito delle successive scelte ed impegni di natura politica si pone in aspettativa nell’azienda di famiglia, da cui nel maggio 2014 si dimette.[23]

Carriera politica

Primi passi

Renzi comincia la propria attività politica durante gli anni del liceo.[17][24] Nel 1994 contribuisce nei Comitati per l’Italia che vogliamo in Toscana a sostegno di Romano Prodi[25]. Dopo essersi iscritto nel 1996 al Partito Popolare Italiano, ne è diventato segretario giovanile nel 1997 e segretario provinciale nel 1999 all’età di 24 anni.[26]

Nel 2001 il PPI confluisce ne La Margherita e Matteo Renzi viene chiamato a coordinarne la sezione fiorentina e, nel 2003, a ricoprire il ruolo di segretario provinciale.[27]

Presidente della Provincia di Firenze

Matteo Renzi tra Lapo Pistelli e Ciriaco De Mita nel 2006.

Tra il 2004 e il 2009 è presidente della Provincia di Firenze;[17] alle elezioni del 12 e 13 giugno 2004 ottiene il 58,8% dei voti, in rappresentanza di una coalizione di centro-sinistra.[26] In linea con il suo messaggio di lotta alla cosiddetta casta politica e agli sprechi sostiene di avere, durante il suo mandato, diminuito le tasse provinciali, diminuito il numero del personale e dimezzato i dirigenti dell’ente fiorentino.[28] Tuttavia nel 2012 la Corte dei conti ha aperto un’indagine sulle spese di rappresentanza effettuate dalla Provincia durante il mandato di Renzi, che ammontano a circa 600 000 euro[29][30] e, secondo il Fatto Quotidiano, il ministero del Tesoro indaga su Florence Multimedia, società in house voluta da Renzi, alla quale la Provincia di Firenze, durante la sua presidenza, avrebbe concesso un affidamento di servizi alla suddetta società “per un importo superiore a quello previsto dai regolari contratti di servizio”.[31]

Sindaco di Firenze

Matteo Renzi all’inaugurazione dell’incubatore per le Imprese di Sesto Fiorentino nel 2009.

Il 29 settembre 2008 si candida alle elezioni primarie del centro-sinistra per la candidatura a sindaco di Firenze riuscendo a vincerle con il 40,52% battendo il deputato e responsabile nazionale Esteri del PD Lapo Pistelli (26,91%), l’assessore comunale all’Istruzione e ai giovani del PD Daniela Lastri al 14,59%, il ministro ombra per l’attuazione del programma di governo e vicecapogruppo vicario PD alla Camera Michele Ventura al 12,48% e il presidente del Consiglio comunale per la Sinistra Eros Cruccolini al 5,49%,[32] su 37 468 votanti totali.[33][34]

Il 9 giugno 2009, alle successive elezioni amministrative, Renzi ottiene il 47,57% dei voti, contro il 32% del candidato del centro-destraGiovanni Galli, con il quale va al ballottaggio. Il 22 giugno 2009 viene eletto sindaco di Firenze[17] riportando il 59,96% dei voti.[35] Fa parte della Direzione nazionale del Partito Democratico.[36] Nel 2010 è stato, secondo vari sondaggi, il sindaco più amato d’Italia.[37][38]

Il 6 dicembre 2010 Matteo Renzi si reca, a pranzo, in visita ad Arcore, presso la villa privata di Silvio Berlusconi, per “discutere di alcuni temi legati all’amministrazione di Firenze”.[39] La notizia, diffusa a incontro ormai avvenuto, provoca reazioni contrastanti e alcune polemiche anche tra i suoi sostenitori.[40]

Sotto la sua guida, Firenze ha approvato, con un’ampia maggioranza nel consiglio comunale (30 voti a favore, 9 contrari e 5 astenuti), un Piano strutturale a Volumi Zero, ovvero senza possibilità di aumentare la cubatura rispetto al patrimonio edilizio esistente e permettendo di costruire ex novo soltanto a seguito di demolizione in uguali volumi di edifici vetusti.[41] Il piano strutturale prevede inoltre che in futuro possano circolare nelle ZTL di Firenze solo auto elettriche.[42][43] A giugno 2011 è entrata in vigore una nuova pedonalizzazione, che comprende, tra gli altri, importanti luoghi fiorentini quali Piazza de’ Pitti.

Secondo uno studio di Datamonitor pubblicato nell’ottobre 2013 Renzi è il quarto sindaco delle città metropolitane il cui operato è maggiormente apprezzato dai cittadini, con una percentuale di consensi del 56,5%.[44]

Il movimento dei “rottamatori”

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Leopolda (convegno).

Matteo Renzi con il parlamentare del PD Matteo Richetti nel 2012.

Il 29 agosto 2010 lancia l’idea della «rottamazione senza incentivi» dei dirigenti di lungo corso del PD,[45] e dal 5 al 7 novembre seguenti organizza con Giuseppe Civati un’assemblea alla Stazione Leopolda di Firenze (Prossima Fermata: Italia).[46] All’assemblea si contano oltre 800 interventi e 6800 partecipanti.[47] Nasce così un manifesto chiamato la Carta di Firenze.[48] A partire da quell’assemblea, Renzi ha continuato a organizzare ogni anno un’edizione della Leopolda.

I principali sostenitori del gruppo dei “rottamatori” sono il presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna Matteo Richetti, il deputato regionale siciliano Davide Faraone e il consigliere regionale lombardo Giuseppe Civati. Si sono dichiarati a sostegno del gruppo undici parlamentari: i senatori Andrea MarcucciRoberto Della SetaFrancesco FerrantePietro IchinoLuigi Lusi e i deputati Luigi BobbaRoberto GiachettiMaria Paola MerloniErmete Realacci e Giuseppina Servodio.[49]

Dai primi mesi del 2011 Renzi è impegnato[50] in una campagna contro le morti su strada dovute a incidenti stradali tramite un inasprimento delle pene e la creazione del nuovo reato di “omicidio stradale“; il reato sarà istituito con legge approvata nel marzo 2016.[51]

Nell’ottobre 2011 sulla scia della sua crescente notorietà dopo la Leopolda I, ha creato una “tre giorni” di proposte chiamata Big Bang,[52]sempre alla Leopolda di Firenze, con i democratici Davide Faraone e Matteo Richetti, nella quale chiunque ha avuto la possibilità di salire sul palco e dire in cinque minuti la sua idea d’Italia se fosse stato a Palazzo Chigi. Questo incontro è stato oggetto di critiche da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico,[53] vicini al segretario Bersani.

Sono intervenuti o hanno partecipato professori, scrittori (come Alessandro Baricco o Edoardo Nesi), studenti, economisti (Luigi Zingales), imprenditori (Guido Ghisolfi, Martina Mondadori, dell’omonima casa editrice, e Alberto Castelvecchi tra gli altri), lavoratori e personaggi dello spettacolo (Fausto BrizziPif e Giorgio Gori, ex dirigente Fininvest e già direttore di Canale 5), mentre tra i politici Sergio ChiamparinoArturo ParisiErmete RealacciPietro IchinoMaria Paola MerloniGraziano DelrioSalvatore Vassallo, il radicale Matteo Mecacci, Federico Berruti e altri hanno sostenuto l’evento che ha avuto grande visibilità nazionale.[54]

Nel giugno 2012 ha organizzato assieme a Davide Faraone, Matteo Richetti e Giorgio Gori la seconda edizione del Big Bang, denominata Italia Obiettivo Comune. Al Palacongressi di Firenze quasi un migliaio di amministratori locali del Partito Democratico hanno raccontato la loro esperienza di governo del territorio per rilanciare un nuovo modello di PD e di Italia.[55] Al convegno sono intervenuti Andrea SarubbiAndrea Ballarè e Debora Serracchiani tra gli altri, con il sostegno di personalità come, ad esempio, Salvatore Vassallo, Graziano Delrio e Vincenzo De Luca.

Primarie del 2012

Come curare la stitichezza

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Stitichezza: sintomi, cause, cure e rimedi

La stitichezza è caratterizzata da un evacuazione delle feci scarsa o assente, dovuta a cause fisiologiche, ormonali o emotive. Scopriamola meglio.

>  Sintomi della stitichezza

>  Cause

>  Diagnosi

>  Cure naturali contro la stitichezza

Stitichezza, rimedi naturali

 

 

Sintomi della stitichezza

Il sintomo evidente è un’evacuazione scarsa o insufficiente delle feci. Si parla però di stitichezza solo in caso di un’evacuazione interrotta per un arco di tempo di almeno tre giorni.

 

Cause

La stitichezza o stipsi può essere dovuta a molteplici cause, infatti di solito è indicata come sintomo da ricondurre sempre a un disturbo su cui è bene indagare. Esistono test come la manometria anorettale, la defecografia, le metodiche neurofisiologiche.

A livello emotivo la stitichezza è ricollegabile a una tensione che spinge a trattenere sempre e comunque emozioni. Alcuni psicoterapeuti rimandano sia questo disturbo che il suo opposto, la diarrea, al rapporto con la madre.

 

La stitichezza può essere riconducibile a fattori ormonali (ipotiroidismo), gastrointestinali, o può esser data dall’azione di alcuni farmaci. Si dice idiopatica la stipsi che non è collegabile a nessuno di questi fattori. La stipsi idiopatica può derivare da un colon che non riesce a spingere la massa fecale e rallenta il transito.

I video di deabyday

La nutrizionista risponde: quale intervallo tra un pasto e l’altro?

Diagnosi

L’obiettivo della diagnosi è quello di studiare il tempo del transito intestinale in coloro che accusano rallentamento del cammino del materiale fecale.

L’approccio diagnostico primario prevede l’esecuzione di tecniche di più facile applicabilità ed affidabilità per escludere una patología organica colica o anorettale:

  • Rx addome diretto
  • Ecotomografia addominale
  • Rx clisma opaco
  • Colonscopia

Successivamente si può ricorrere a tecniche più sofisticate, in caso di risultati dubbi.

CURE NATURALI CONTRO LA STITICHEZZA

 

Alimentazione in caso di stitichezza

La stitichezza è un disturbo che porta ad evacuare le feci meno di una volta al giorno, a volte anche una ogni tre o quattro giorni, con una graduale intossicazione del colon e di tutto l’organismo. Le cause della stitichezza, escluse quelle patologiche, sono molteplici: alimentazione poco sana ed equilibrata,  alterazione della flora batterica intestinale, rallentamento dell’attività del fegato, farmaci e stress.

La prima cosa da correggere è il regime alimentare: bisogna privilegiare un’alimentazione ricca di semi di lino, cereali integrali, legumi, semi oleosi, frutta e verdura di stagione a scapito di alimenti confezionati o un eccesso di proteine animali.

Per facilitare il transito intestinale occorre aumentare l’apporto di fibre, che si ottiene facilmente preferendo cibi come i cereali integrali alle farine raffinate (pasta bianca e pane bianco).

Anche l’assunzione di alimenti ricchi di prebiotici naturali, quali cipolle, asparagi, carciofi, frumento, soia, porri, banane, aglio, cicoria e indivia belga, aiuta contro la stitichezza, contribuendo a riequilibrare la flora intestinale.

Variare i cereali utilizzando anche farro, orzo e riso integrale ci permette di sfruttare le qualità dei chicchi non solo per le fibre ma anche per le proprietà lenitive e decongestionanti che hanno sulle mucose intestinali.

E’ necessario poi che nell’organismo ci sia un buon livello di idratazione bevendo regolarmente e introducendo ai pasti verdure ricche di acqua di vegetazione (vari tipi di insalate a foglia verde, indivia, cetrioli, finocchi). I frutti da preferire sono quelli ad azione lassativa come kiwi, mela con la buccia, pera matura e prugne secche.

Va inoltre stimolato il fegato con verdure amare (cicoria, cime di rapa, puntarelle, carciofi, ortiche, radicchio) non bollite ma ripassate in padella con aglio e olio extravergine di oliva.

Nella stipsi cronica è utile bere la mattina a digiuno una soluzione di acqua, limone e miele che si prepara sciogliendo un cucchiaio di miele in 100ml d’acqua in cui si aggiungerà il succo di mezzo limone.

 

Tu sei qui

Cosa fare e chi chiamare in caso di fughe di gas?

puzza di gas cosa fare?

Gli incidenti domestici causati dalle perdite di gas possono essere pericolosi. Ecco perché l’odore sospetto di gas sia all’interno che all’esterno dell’abitazione non può essere preso sottogamba. Che si tratti anche solo di un lieve odore di gas persistente, sarà sempre bene rintracciare l’origine del problema.

Fuga di gas: di quale impianto si tratta?

Importante è conoscere la tipologia di impianto presente nella tua abitazione. I gas domestici più comuni per l’alimentazione dei fornelli della cucina e/o del riscaldamento sono il GPL ed il gas metano.
Il gas metano è il più familiare, soprattutto in città, e viene trasportato e distribuito nelle case attravero una rete pubblica di tubi sotterranei a cui vengono allacciati i contatori delle abitazioni domestiche.

Non manca però chi utilizza il GPL che arriva nelle case sia:

  • Attraverso tubi sotterranei collegati ad un serbatoio GPL situato all’esterno dell’abitazione. Il serbatoio GPL può essere collegato sia ad un’unica abitazione indipendente che ad un complesso di abitazioni, si pensi ad esempio ai serbatoi condominiali.
  • Tramite le tradizionali bombole di gas, che di solito alimentano le stufe o le cucine a gas.

Il GPL disperso nell’aria tende a dirigersi verso il basso e nei cunicoli, in quanto più pesantedell’aria stessa. Il gas metano, al contrario, sale verso l’alto e si disperde in aria in quanto più leggero di quest’ultima.

Puzza di gas in casa

Sapevi che il tipico odore del gas è aggiunto artificialmente? Infatti, il gas è per natura inodore e per permettere di avvertirne la presenza viene mischiato ad un particolare odore. In questo modo, sei capace di percepirne la presenza sospetta in casa nel caso in cui ci sia una fuga.
L’odore temporaneo e minimo di gas non deve farti pensare subito ad una perdita, a maggior ragione se scompare dopo pochi minuti. Ci sono casi in cui percepire temporaneamete un lieve odore di gas non deve farti allarmare, ad esempio:

  • Se utilizzi bombole di gas, per alimentare la cucina o la stufa, saprai che è arrivato il momento di ricaricarle nuovamente quando inizierai a sentire l’odore di gas in casa. L’odore aumenterà man mano che ci si avvicina al completo esaurimento della bombola.
  • Stai utilizzando i fornelli della cucina. Durante la cottura dei cibi, quando accendi o spegni i fornelli, può essere rilasciata una lieve quantità di gas, il cui odore scompare in breve tempo. In più può succedere che una folata di vento o l’acqua trabordata fuori dalla pentola abbia spento accidentalmente il fornello, facendo fuoriuscire il gas.

In caso di alimentazione a gas metano, è importante sapere che la puzza di gas non può essere segno del fatto che il metano sta per finire, ciò infatti non può accadere.

Fughe di gas: quali sono i rischi?

Nel caso di una vera e propria fuga di gas, l’odore sarà indipendente dall’utilizzo di elettrodomestici a gas e sarà persistente. Tale situazione è da considerarsi pericolosa per due principali motivi:

  • Per la salute: l’inalazione prolungata di gas, anche a livelli molto bassi, provoca effetti gravi che peggiorano all’aumentare dell’esposizione. Il gas, infatti, una volta nel sangue, impedisce il normale trasporto dell’ossigeno ai tessuti e ciò induce nausea e perdita della conoscenza.
  • Per la sicurezza: quando l’area è satura di gas, anche solo una piccola scintilla può provocare fiammate e, in casi ancora più gravi, esplosioni.

Il formarsi di una fiammata, detta anche deflagrazione, o di una vera e propria detonazione dipenderà dalla quantità di gas presente nell’aria. Ogni gas infatti possiende un limite di esplosione, che definisce in percentuale la quantità massima e minima di gas necessaria affinché si inneschi la combustione. Diversamente da quanto verrebbe da pensare, in presenza nell’aria di una quantità di gas superiore al limite di esplosività, non ci sarà abbastanza ossigeno per innescare un’esplosione o una fiammata. Nell’immagine di seguito è riportata la percentuale di infiammabilità nell’aria del gas metano.

esplosione gas metanoIl gas metano nell’aria può infiammarsi se presente in quantità compresa tra 4,4% e 15%

Cosa fare quando si sente odore di gas?

Quando senti un odore di gas sospetto nella tua abitazione:

  1. Assicurati di aprire quante più finestre possibili. Facendo arieggiare le stanze, infatti, sarai sicuro di consentire al gas di fuoriuscire, evitando di inalarlo e perdere la conoscenza. Aprendo le finestre puoi ridurre anche il rischio di pericolose esplosioni.
  2. Assicurati che i fornelli della cucina o la stufa a gas siano completamente chiuse e che la fuga non dipenda da una tua distrazione
  3. Chiudi la valvola della bombola (nel caso di GPL) o il rubinetto dell’impianto del gas metano(solitamente situata al di sotto del lavello in cucina).
  4. Chiama un tecnico abilitato nel caso in cui la perdita sia dopo il contatore e chiudere la valvola non serve ad arginare la fuoriuscita di gas. Il tecnico effettuerà i controlli e le operazioni necessarie per arginare la perdita.

Spesso la puzza di gas è esterna alla casa ed in prossimità del contatore del gas. Queste fughe sono causate da piccole perdite dei tubi vicino ai contatori, oppure dallo scorretto funzionamento della caldaia. Ecco perché per ridurre potenziali fughe di gas è necessario controllare periodicamente gli impianti e farli mettere in sicurezza da tecnici specializzati che ne garantiscono il buon funzionamento, sostituendo le parti usurate o soggette a scadenza.

Se la fuga non è molto grave…

perdita di gasLe bolle di sapone indicano la fuga di gas

…puoi avviare una piccola indagine per capire dov’è il problema. Esistono infatti dei rilevatori elettronici per individuare le fughe di gas. In assenza dei quali però esiste un metodo efficace ed alla portata di tutti, utilizzato anche dai tecnici.
Basta reperire del sapone liquido, di qualsiasi genere (detersivo, shampoo, bagnoschiuma, ecc), e diluirlo con dell’acqua. Aiutandoti con una spugna, cospargi i tubi del gas e le superfici da cui potrebbe provenire la fuoriuscita di gas. La formazione di bollicine in corrispondenza dell’acqua e sapone mostrerà il punto da cui fuoriesce il gas.

chi chiamare per puzza di gasNumero dei Vigili del Fuoco

Se la puzza di gas è molto forte…

…non cercare di individuare la causa o l’origine del problema. Chiama il 115 per richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco che controlleranno la tua casa con strumenti appositi e metteranno in sicurezza la zona.

Cosa NON fare quando c’è puzza di gas

Le fughe di gas non vanno sottovalutate perché mettono in serio rischio la tua vita. Quando percepisci un odore insolito di gas nella tua abitazione, ricordati di non:

  • Utilizzare gli interruttori della corrente, sia per l’accenzione che per lo spegnimento della luce. Oppure altri pulsanti elettrici, come ad esempio il campanello di casa.
  • Spegnere elettrodomestici già in funzione al momento della rilevazione della fuga di gas. Oltre che la luce, anche spegnere un apparecchio elettronico potrebbe provocare scintille in grado di innescare incendi o esplosioni.
  • Non fumare. Sembra ovvio, ma è meglio specificarlo. Se la fuga di gas vi mette agitazione e siete degli incalliti fumatori, accendere una sigaretta per alleviare lo stress non è proprio la migliore delle idee, anzi. In presenza di gas nell’aria innescare fiammate improvvise mette a serio rischio la vostra vita e quella di chi vi è attorno.

Il Vangelo con don Paolo Tonghini

I Domenica di Quaresima

18 febbraio 2018

 

Il racconto di questa prima domenica di Quaresima è brevissimo, ma intenso. L’evangelista Marco ha concentrato in queste poche righe una quantità sorprendente di attori: lo Spirito Santo, Gesù, Satana, le fiere, gli angeli; anche l’indicazione cronologica (quaranta giorni) e quella spaziale (il deserto).

Al centro della scena c’è Gesù, che ha appena ricevuto i battesimo da Giovanni il Battista e insieme il dono dello Spirito Santo: dunque la proclamazione della sua identità di Figlio di Dio, il Messia, il Salvatore. E proprio per questo Gesù viene sospinto nel deserto per affrontare il combattimento con Satana. Non è sufficiente che Dio chiami qualcuno come suo figlio: è necessario che questo essere figlio si esprima in comportamenti coerenti e degni. Per essere credibile.

Gesù ha mantenuto l’obbedienza al Padre superando la prova, la vittoria di Gesù su Satana lo rende degno di annunciare il Vangelo: “Il  tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino”.

L’uomo non è più costretto a restare schiavo di Satana, del peccato, della morte, ma può sottomettersi alla regalità liberante e consolante di Dio. E questo grazie a Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il quale è stato provato e ha vinto. In Gesù è stata efficace solo la volontà del Padre: l’obbedienza di Gesù è diventata vittoria su Satana. Ora tocca a noi prolungare questo annuncio di verità e di libertà mediante la nostra obbedienza a Gesù: “Convertitevi e credete al Vangelo”.

E qui si apre il dramma presente in ogni nostra scelta. Di fronte all’Amore che Dio riversa su ciascuno di noi, occorre una risposta, occorre un cuore aperto che accolga tale amore e che creda alla potenza trasformante e liberatrice di tale amore divino. Per questo sono necessari due mezzi, come ben richiama il vangelo odierno: il deserto e la penitenza.

La Quaresima, tempo favorevole per la nostra conversione e la nostra salvezza, dà l’occasione per fare un po’ di “deserto” nella programmazione della nostra giornata, a volte convulsa, per ascoltare nel silenzio la Parola di Dio e farsi convertire da Lui, rinunciando magari ad un po’ di televisione o di whatsapp o di chiacchere superflue o gossip inutile. Stare di più con Gesù: tempo prezioso per ritrovare la salute dell’anima.

E poi la penitenza, il digiuno: e per digiuno possiamo intendere togliere ciò che è superfluo per aiutare qualche “progetto di vita tra i più poveri”. E ce n’è tanto di superfluo attorno a noi, che basterebbe a riempire le tavole dei poveri e de i paesi del cosiddetto “Terzo” mondo. Questa tanti nostri fratelli.

Buona Quaresima a tutti, verso la Pasqua!

Officina (meccanica)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – “Officina meccanica” rimanda qui. Se stai cercando il gruppo musicale, vedi Officina Meccanica.

L’officina meccanica è un ambiente di lavoro antichissimo dove si svolge attività di costruzione, riparazione e lavorazione meccanica. Nel corso del tempo ha dato origine alla bottega artigianale, al laboratorio e all’officina industriale. La parola viene dal latino officina: laboratorio, bottega.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La moderna officina meccanica nasce nell’Ottocento con l’introduzione delle macchine a vapore per generare la forza motrice necessaria a muovere i macchinari utensili, oggi rimpiazzate da motori elettrici.

Descrizione dei vari tipi di officina meccanica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: FalegnameriaFucina e Metallurgia.

L’officina accoglie banchi da lavoro, piani di riscontrostrumenti di misuraattrezziutensili a mano, macchine utensiliminuteria metallica, bulloneriaviteria e altro a seconda dell’indirizzo lavorativo cui è orientata: per meccanica pesante, di precisione, automobilisticaferroviarianautica, ecc. Vi lavorano operai e tecnici specializzati tra cui congegnatoridisegnatorifresatoritornitorilappatorimeccanici. È organizzata in vari reparti tra cui quelli per i posti di lavoro, per le macchine utensili, per i magazzini del materiale. Ogni posto di lavoro dispone di un banco di lavoro con la morsa e l’attrezzatura necessaria. Gli ambienti moderni sono climatizzati e regolamentati da severe norme di sicurezza e dispongono di dispositivi di protezione individuale.

Dotazione dell’officina[modifica | modifica wikitesto]

Strumenti di misura[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Teoria della misurametodologia di misura e strumenti di misura da officina.

La metrologia è di massima importanza in officina e usa essenzialmente strumenti di misura basati sui sistemi metrico e imperiale. Le unità più impiegate per la misura delle distanze sono il millimetro e il pollice e, soprattutto nella meccanica di precisione, le loro frazioni; per la misura degli angoli usa il grado. La metodologia di misura è varia ma impiega soprattutto il calibro il micrometro ed il comparatore; altri strumenti sono utilizzati per compiti specifici o di nicchia.

Misura di un dado esagonale con il calibro a corsoio e nonio

Il calibro è uno strumento alquanto versatile e rappresenta per il meccanico ciò che rappresenta il regolo calcolatoreper l’ingegnere. Con esso si misurano soprattutto diametri, anche superiori alla massima apertura dello strumento; in tal caso si misura la corda sottesa dal massimo arco abbracciato dai becchi in modo che il suo punto medio tocchi l’asta, poiché la distanza tra l’asta e la punta dei becchi è nota dai parametri costruttivi del calibro allora si può calcolare il diametro con semplici proporzioni geometriche a partire dalla misura della corda. Si può anche risalire al peso di una barra tonda di ferro, poiché sul retro dell’asta è quasi sempre stampigliata una tabella dei pesi per metro e l’indice del corsoio punta in questa tabella al peso che corrisponde a una barra del diametro misurato tra i becchi e lunga un metro; oppure al diametro della punta da usare per praticare il foro da filettare a un certo diametro, grazie a una seconda tabella stampigliata sull’asta; oppure leggere il peso specifico di vari materiali sulla tabella stampigliata sul corsoio.

Gli angoli si misurano con il goniometro e con la barra sinusoidale. Per misure precise si preferisce il goniometro con alidada e nonio. Per la verifica degli angoli retti si usa la squadretta metallica.

Il passo delle filettature si misura con il contafiletti. Si procede per tentativi cercando quale lamina intagliata del contafiletti si adatta perfettamente con la filettatura da misurare; la misura del passo è stampigliata sulla lamina. Misure più accurate delle filettature si eseguono con il calibro per filetti oppure con il micrometro a punte intercambiabili e capruggine, che permette di conoscere il diametro medio del filetto e il diametro del nocciolo della vite. Usa due contropunte, la prima è la punta conica che si adatta alla gola del filetto, la seconda è la capruggine che si adatta alla cresta del filetto. Per conoscere il profilo del filetto e per misurazioni molto precise si usano i calibri per filettature, a tampone e ad anelli filettati.

Verifica di ovalità

Verifica di planarità

Per le distanze differenziali tra oggetti si usa il comparatore. Esiste in vari tipi e ha molteplici impieghi, tra cui il controllo della regolarità delle superfici, della perpendicolarità, della rotondità, del parallelismo. In sostanza misura con la precisione del centesimo di millimetro lo spostamento dell’asta di comando che può essere a deflessione o a compressione, anche detta tastatore, alla quale si possono collegare diversi accessori (di solito aste) a seconda del tipo di misura da compiere. I comparatori minimetri a tastatore possono raggiungere la precisione del micron e si usano soprattutto montati su stativi per misurare la rugosità delle superfici.

La velocità di rotazione e il numero dei giri compiuti da un albero si misurano con il tachimetro e il contagiri, accoppiando il loro alberino all’albero in rotazione tramite giunto elastico, di solito in gomma. La lettura si esegue su quadrante a lancetta per i modelli meccanici, su visore per i modelli elettronici.

Per le pressioni dei fluidi si usano manometri per gas e per liquidi.

Quando serve una misura campione si ricorre ai blocchetti di riscontroparallelepipedi di acciaio a facce perfettamente parallele e levigate disponibili in serie di misure adatte a comporre, sovrapponendoli, una grande varietà di misure campione. L’assortimento standard completo è composto da 112 pezzi. I loro valori nominali si riferiscono di solito alla temperatura di 20 °C. Servono soprattutto per la taratura di altri strumenti.

Misure di estrema precisione di superfici superpulite e ottiche possono eseguirsi in ambienti puliti con interferometri in luce laser e microscopi a forza atomica.

Utensili e attrezzi a mano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: attrezzi e utensili da officina.

Attrezzi e utensili d’officina

Ogni officina ha ampia dotazione di attrezzi e utensili di varie misure (metricheimperiali, ecc.) a seconda degli scopi che si prefigge. Sono raccolti e organizzati per tipologia d’uso e riposti in armadicassettiere, carrelli per lavoro, oppure appesi alle pareti su apposite rastrelliere porta utensili. Alcuni, come la morsa, sono fissati al banco di lavoro; altri, come il paranco, sono ancorati al soffitto.

Gli utensili si usano a mano con perizia ed esperienza indossando opportuni indumenti di protezione (tutaguantiocchialiscarpe di sicurezza) per ridurre i rischi d’infortunio. Il risultato del loro impiego dipende in gran parte dall’abilità e dall’esperienza.

Alcuni utensili abbisognano di manutenzione periodica, per esempio oliatura e ingrassaggioaffilaturataratura; altri hanno parti soggette a rapida usura e vanno sostituite spesso, come le lame dei taglierini e dei seghetti; altri ancora possono impiegarsi solo in ambienti speciali, per esempio in camera pulita o sotto vuoto. In ogni caso attrezzi e utensili vanno maneggiati con cura e rispetto.

Macchine accessorie[modifica | modifica wikitesto]

Macchine utensili[modifica | modifica wikitesto]

Minuteria metallica[modifica | modifica wikitesto]